La crescita de Er Secco

Introduzione

Il freestyle Italiano negli ultimi anni attraversa una continua fase di cambiamento, la velocità con la quale nuovi personaggi arrivano alle luci della ribalta non ha precedenti nella storia della disciplina. Questa nuova vita nell’ambiente è scaturita da molti fattori, dall’ aumento dei contest alla competizione più elevata all’ interno degli stessi, ed è sempre più frequente l’ alternarsi di periodi (più o meno lunghi) nei quali si assiste alla consacrazione di un freestyler agli occhi del pubblico. Quest’ ultimo spesso “elegge” il beniamino del momento in base alle sue prestazioni e soprattutto per la peculiarità del suo stile, e grazie alla maggiore visibilità che hanno oggi molti freestyler è possibile esaltarsi ogni volta per un artista diverso.

E dunque qual è il nome sulla bocca di tutti al momento presente? La risposta è indubbiamente Seccobbaby.

Chi è er Secco

Romano di Roma, romanista, fiero di esserlo. Diventato il personaggio del momento dopo la recentissima vittoria del Mic Scrauso VI, er Secco ha quello che desidera avere ogni freestyler che punta a rimanere nei cuori delle persone: un’identità forte. Il suo essere facilmente riconoscibile viene prima del suo stile d’ improvvisazione e parte dall’ estetica: il capello riccio, gli occhiali da sole e spesso un outfit di ispirazione calcistica, con immancabili richiami alla squadra della capitale.

Se quindi già osservandolo di sfuggita Seccobbaby salta all’ occhio, è difficile che questa impressione sfumi quando lo si ascolta rappare. La cadenza marcatamente romana è perfettamente coerente con il resto del personaggio, e se a tutto questo si aggiunge la sua attitudine pacata ma strafottente, di borgata, si comprende perché la prima impressione lasciata dal romano sia così d’impatto.

La metrica

Il freestyle del Secco è il riflesso del suo personaggio, semplice ed efficace. Come approccio alle quartine rientra nella grande categoria dei punchliners, ovvero quegli artisti che sacrificano la componente di complessità metrica per una rima finale dall’ effetto dirompente. Non solo, a differenza di altri freestyler amanti delle punch come Hydra, il romano spesso chiude unicamente due rime nei quattro quarti; questa soluzione è un’ arma a doppio taglio, perché se è vero che rende più semplice la costruzione di una quartina è altrettanto vero che necessita di una chiusura potente per lasciare il segno nel pubblico. A questo riguardo è significativo il numero di fatality di cui è capace Seccobbaby, basta guardare l’ ultimo Scrauso per ammirare la facilità che ha questo ragazzo di “rompere il cerchio” e far impazzire il pubblico.

Un altro tratto distintivo del Secco è la scelta, nei quattro quarti a testa, di far passare qualche secondo dopo l’ ultima barra dell’ avversario. Quegli istanti di attesa presi sul primo quarto, impiegati di solito per ripetere l’ espressione “ah”, finiscono per creare un effetto comico che sminuisce la chiusura dell’ avversario. da ciò traspare che Seccobbaby quasi non prende in considerazione quanto proferito dal rivale, le cose dette non lo toccano, e il pubblico pende dalla sua parte.

Lo stile

Questo ultimo aspetto, la componente emozionale di presa sul pubblico, è la discriminante che fa di lui un avversario scomodo, temibile persino. Il suo modo di porsi svogliato e la sua capacità di non prendere mai niente sul serio (in primis sé stesso, Secco fa ampio uso dell’ autoironia) consentono agli spettatori di avere simpatia per lui; chi assiste alle battle è inevitabilmente portato a empatizzare con un freestyler per nulla autocelebrativo e soprattutto divertente.

Sì, perché se il freestyle del Secco è così efficace è dovuto soprattutto al fatto che tutto di lui è intrattenente: in primo luogo la già citata presenza scenica, l’ atteggiamento, e secondariamente il contenuto delle barre. In particolare Secco è cintura nera delle rime sull’ aspetto fisico degli avversari; in quasi ogni gara è capace di fare una descrizione parodistica dello sfidante, spesso trovando un suo sosia, o comunque riuscendo a commentare questo o quel particolare estetico in maniera comica e inventiva.

Un’ altra forza del Secco è la grande difficoltà richiesta per attaccarlo, in quanto non ci sono apparenti debolezze o nervi scoperti. Essendo (come già detto) contraddistinto da un’ identità definita che spicca sul resto e che lui stesso rimarca a più riprese, l’ avversario si vede quasi costretto a incalzarlo sulle caratteristiche più evidenti del personaggio (la provenienza, il capello, la cadenza dialettale), trovandosi inevitabilmente in posizione di svantaggio. Difatti è proprio il Secco che appena si presenta l’ occasione gioca sul suo essere romano e romanista, entrare in questo campo significa sfidarlo al suo gioco, lui avrà sempre da dire qualcosa in più rispetto allo sfidante o comunque saprà rispondere in modo più originale e simpatico.

Inoltre questa tendenza a monopolizzare il palco va di pari passo con la sua capacità di essere “anticlimatico”, di rendere il contesto leggero, scanzonato; la commistione di questi fattori lo rendono capace di neutralizzare i freestyler che fanno del carisma e dell’ aggressività le loro armi principali, come nelle sfide contro Drimer, Kyn e Mumei.

L’ ascesa

Sebbene tutte le caratteristiche elencate finora sono bene o male sempre state proprie dello stile del Secco, è indubbio che nell’ ultimo periodo il freestyler abbia acquisito una nuova consapevolezza, portandosi a un livello superiore.

Questa parabola ascendente inizia il suo corso con la Double Trouble in coppia con Lehxon, passa per contest come l’ Aqua Granda e il Carpe Diem e ha il suo apice nello Scrauso; gara dopo gara Secco convince e fa una cosa molto difficile per un freestyler del suo tipo: capire il sottile confine tra l’ originalità e la macchietta. In special modo nel contest di Cassino il romano non tradisce il suo stile, ma trova la quadra per portarlo al pubblico senza che venga percepito come forzato o studiato a tavolino. Tra le tante cose il ricorso a una forte autoironia lo avvicina al pubblico, rendendo il suo personaggio più tridimensionale.

Durante lo scrauso la simbiosi col pubblico è totale, persino le pause del Secco sono accompagnate dalle ovazioni degli spettatori. In un completo stato di grazia il freestyler performa come non mai, colleziona fatality una dopo l’ altra e la connessione con l’ ambiente è tale che anche le rime più deboli vengono amplificate dalla percezione generale. La finale (contro un ottimo Kyn) sembra una formalità, le persone hanno già deciso che sarà lui il vincitore.

Francesco Bocchia

Torna in alto