Si è conclusa da poco l’ undicesima edizione di uno dei contest più storici della scena italiana, il Fight Club. Nel torrido caldo estivo questo torneo è stato un’ esplosione di freschezza, i partecipanti hanno regalato al pubblico delle prestazioni difficilmente dimenticabili, e alcune battle hanno espresso un livello qualitativo che non si vede molto facilmente. Ecco perciò le pagelle con il commento agli otto freestyler arrivati al quarto di finale, dove diamo la nostra personale opinione sui protagonisti del contest.
Seccobbaby 6,5
Avendo “giocato in casa”, poteva dare qualcosa di più. Negli ottavi convince e viene riconosciuto dal pubblico, merito anche di una “coalizione involontaria” con Giuss Dawg per la quale il più bersagliato dalle punch è stato il giovane Nema. Con il calabrese fuori ha avuto delle belle trovate contro un Giuss in ottima forma e si è meritato il passaggio del turno. Purtroppo per lui sfida un Kyn competitivo come al solito e, complice un minuto lacunoso, arresta il suo percorso agli ottavi. La scioltezza e la calma che lo hanno reso iconico a volte rischiano di frenarne l’ attitudine, ma nonostante ciò si merita più della sufficienza; “intelligente ma non si applica”.
Tassi 7
Il freestyler di Spilamberto sembra essere ad un punto di svolta nella sua carriera, la maturità non manca di certo. Passa un ottavo non da favorito, meritandoselo rispetto a Mumei che comunque gli ha dato del filo da torcere. In particolare si vede la crescita per quanto riguarda il flusso e l’ aderenza al beat, skills che esprime al meglio nel quarto di finale con Shekkero. Dopo un minuto stellare di quest’ ultimo, Il bolognese non si abbatte fino all’ ultimo e costringe il rapper di Cassino a rimboccarsi le maniche per batterlo. Ha strada da fare ma è sulla via giusta; una piacevole conferma.
El Nacho 7
Una bella scoperta. A parte gli scherzi, Bruno dimostra ancora una volta la sua naturale tendenza ad andare fuori dai canoni classici del freestyler, con questa trovata anticonvenzionale. In uno degli ottavi più combattuti tira fuori la presenza scenica di un veterano, e strappa il passaggio del turno a un ottimo Manesco socio e ad un Chiasmo che lo meritava almeno quanto lui. Nei quarti di finale convince con un minuto “alla Bruno”, pieno di flow stravaganti e con un rappato serrato, ma soffre la concretezza delle punch di Redrum, il quale si aggiudica la sfida dopo due interminabili spareggi. Anche nella veste di El Nacho Bruno rimane tra i migliori d’ Italia, anche se per non snaturarsi delle volte risulta meno efficace: performer.
Ydrow 7+
Uno stile ormai inconfondibile, che però fa tutto tranne che rimanere statico e si affina sempre di più. Monopolizza l’ ottavo di finale con il solito carisma e con le consuete rime a suo modo geniali, dimostrandosi come uno dei freestyler con più capacità nel prendere il pubblico. Il minuto contro Frenk ai quarti ha buone chances di essere il migliore di tutto il contest, tanto che il bolognese ha dovuto superarsi per riportare la sfida dalla sua parte. Forse rispetto a gente come Frenk ,Ydrow risulta meno articolato , ma rappare nel modo che fa lui è tutt’ altro che facile. Ci vuole una rapidità di pensiero e un’ originalità che pochi possiedono; unico.
Kyn 7,5
Tra i più continui in circolazione. Il pugliese si siede già da tempo a un tavolo con pochi posti, e in ogni contest conferma il suo livello. In un ottavo per niente facile spicca su Reyes e Lehxon, quest’ ultimo aiutato anche da un fattore di ambiente. Superato agilmente l’ ottavo butta fuori Secco facendo leva sull’ aggressività e la tenacia, anche grazie a un minuto di flusso puro. Perde “ai punti” contro Frenk, e in molti segmenti della sfida lo supera nella pulizia della costruzione delle quartine, con una capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di beat come pochissimi nella scena. Se avesse vinto lui contro Frenk, nessuno avrebbe gridato allo scandalo; talento e soprattutto disciplina.
Redrum 8
Una delle sue migliori prove. Il pugliese ritrova l’ attitudine che lo ha reso famoso già da ragazzo e mostra di non temere nessuno. Il suo ottavo è tutto tranne che semplice, ma lo passa con decisione e carattere. Nei quarti di finale disinnesca Bruno facendo leva sulle sue debolezze, incalzandolo nel botta e risposta diretto e nelle punch dritte al punto. Per molti finalista annunciato, ha la sfortuna di incontrare nel suo cammino Shekkero in una forma che non si vedeva da anni, e si riesce comunque ad adattare trovando la contromossa al minuto geniale del freestyler di Cassino. Se mantiene questo livello, la Puglia dovrà litigare per chi mandare alle prossime battle tra regioni: monolitico.
Frenk 8
Raramente Frenk è sottotono, ma mai per due contest di fila. Dopo una prestazione non esaltante al Redbull frista, il bolognese aveva sete di sangue. Supera l’ ottavo dopo avere accusato inizialmente delle rime soprattutto di Keies, da vero lottatore. Anche nel quarto, con carisma e fotta olimpica, riesce a ribaltare il minuto sensazionale di Ydrow e portarsi a casa il passaggio del turno. Fatica anche con Kyn, quello più simile a lui nello stile, ma si impone e primeggia anche con il pugliese. Dopo un contest di fatica e dedizione, incontra il suo rivale più temuto (nonchè amico più caro) Shekkero, e con grande sportività accetta il divario creatosi tra i due nel corso del torneo, riconoscendo il primo posto all’ amico e collega; campione di attitudine.
Shekkero 9,5
Sopra una spanna rispetto a tutti gli altri. Quando vuole, diventa qualcosa di più di un freestyler: è uno showman, un vero e proprio artista. Negli ottavi di finale oscura Casco e scavalca Chrono (il quale ha fatto una prestazione clamorosa). Nei quarti batte un ottimo Tassi con un minuto che andrebbe fatto ascoltare a chiunque si vanti di improvvisare, in semifinale supera Redrum in attitudine e si prende il palco come solo lui può fare, La finale sembra riportarci a quella sfida del Tyson con il minuto a tema religione: in entrambi casi un Frenk solido che però non può nulla contro il genio. Minuti, rigirate, unione di più argomenti in una barra, doppi sensi e wordplay, Shekkero non ha più frecce nell’ arco, ha più archi. L’ abbraccio finale con Frenk dice qualcosa sulla persona più che sull’ artista; tra i migliori di sempre.
