Hydra vs Shame – Mic Scrauso Edizione II.

È il 2018, siamo a Cassino, e dopo il successo della prima edizione torna il MIC SCRAUSO, la competizione dove bravura ed ignoranza si fondono in uno spettacolo unico quanto imperdibile.

I due protagonisti di questo articolo dedicato sono Hydra e Shame, che si incontrano nei quarti di finale del contest, dando vita a una delle battle più memorabili e cliccate (al momento conta quasi seicento mila visualizzazioni) del contest forse più amato dal pubblico italiano.

Shame godeva di un’incredibile popolarità all’epoca e, tra il 2017 e il 2018, attraversava un periodo di grande forma, come dimostrano i prestigiosi contest vinti, tra cui la Ya Know The Name #ROADTO1000 e il Genova Hip Hop Festival 2018.

È vero che lo stile del Cuneese era abbastanza lontano dallo spirito scanzonato ed ignorante dello Scrauso, ma l’anno prima Blnkay era riuscito a trionfare senza snaturare minimamente il suo stile fitto ed arzigogolato, perciò anche il “santo patrono delle Metriche Elleniche” non era da sottovalutare.

Passando all’altro lato del ring:

Hydra in quel periodo non godeva ancora dell’appellativo di possibile GOAT della disciplina, tuttavia si era già fatto un nome all’interno del panorama freestyle.

Possiamo tranquillamente asserire che sarà proprio questa edizione del Mic Scrauso a dargli la spinta definitiva, incrementando la sua popolarità tra il pubblico grazie a una performance altisonante, condita dal suo stile dissacrante, dalle punchline potenti, e da una sana ignoranza stilistica perfetta per il palco (parcheggio) Cassinese.

Insomma, lo Scrauso sembrava essergli fatto su misura, ma la nomea del suo rivale si faceva sentire.

Quote

1,82 Shame 2,20 Hydra

8/4

Fin dal primo scambio si mette in evidenza la dicotomia tra i due stili, che possiamo definire agli antipodi.

È emblematico come Shame apra la battle costruendo un acronimo con il nome del suo avversario:

“Ha Iniziato Da Ragazzo Analfabeta” (H – I (y) – D – R – A).

Tenta poi per altro di raddoppiare il colpo, ma non riesce a dare sufficiente senso al secondo acronimo, sbagliando anche la disposizione delle lettere (“ha iniziato rimorchiando dai automaticamente”).

Hydra invece parte subito all’attacco, non è nel suo stile cercare soluzioni complicate, bensì colpire per primo, forte e senza pietà:

“lui rappa e fa così” (salta sul posto), “perché è abituato a mettere i dildi sui tappetini elastici”

Andando ad imitare e sfottere con cattiveria agonistica una mossa usuale del suo rivale all’interno delle battle.

Questo schema si ripete per buona parte della manche: Shame mantiene uno stile lirico virtuosistico, quasi privo di attacchi diretti (se non come risposta a quelli del rivale), mentre Hydra, sacrificando l’aspetto tecnico, si concentra nel trovare le punchline più dirette e taglienti, da lanciare come shuriken al suo competitor.

Chiaramente l’approccio del lombardo è più efficace nel contesto dello Scrauso, ciò nonostante Shame riesce a difendersi abilmente, dimostrando che la propria metrica e giochi di parole non sono da sottovalutare in nessuna circostanza.

È però possibile notare le preferenze stilistiche del pubblico nei rari frangenti in cui Shame si piega al gioco nemico, con rime un po’ più ignoranti (“a lei piacciono i saltimbocca“), o più sul personale (“parlerei di te una carriera ce l’avessi“), poiché è qui che riceve le grida di volume più alto.

Un momento particolarmente saliente sopraggiunge quando Hydra decide di citare una nota rima dello sfidante effettuata sopra il palco del Mic Tyson, in cui egli si abbassa i pantaloni accompagnando il gesto dalla frase “vuoi il cazzo? Ti accontento”, come provocazione nei confronti del rivale Marsico:

“quando ti sei abbassato i pantaloni al Tyson abbiamo visto la nullità che confermi di essere”. (Hydra)

Deflagrazione.

Il pubblico esplode, e sicuramente Shame subisce il colpo, ma è interessante vedere come quest’ultimo risponde a tali accuse:

“mi sono abbassato i pantaloni, tu stavi a segarti […] (io faccio) battle di stile non sul personale”

In questa quartina c’è da una parte il tentativo, spesso presente da parte di Shame, di rispondere un minimo alle istigazioni personali, in modo tale da poter rimanere sul ring.

Dall’altra parte vi è però una netta presa di posizione in merito al modo di intendere la disciplina, ribadendo a gran voce il proprio disdegno per l’insulto sul personale in ambito freestyle.

Shame non è certo nuovo a questa retorica, già in battle come Shame vs Arcydemon, oppure il celeberrimo Shame vs Drimer, aveva risposto ad attacchi diretti esprimendo il suo disprezzo per questo modo di fare improvvisazione.

In ogni caso Hydra non tarda a contrapporsi a tale visione, e già dalla prima barra di risposta replica:

“non sul personale? Ma se stiamo facendo freestyle è normale, quindi cazzo vuoi col rap?”

I due non potrebbero essere più diversi.

In ogni caso Hydra decide di chiudere il primo round, giocandosi una carta in posizione di difesa che, specialmente all’epoca, lo rendeva pressoché inattaccabile: l’autoironia.

“mi stavo segando quando ho visto la tua battle perché la stavo ascoltando con davanti Pornhub […] Cazzo vuoi, posso segarmi quanto voglio nella mia vita!”.

Il pubblico ride (e urla), e gli 8/4 giungono al termine.

4/4 argomento

Il primo round si è concluso con Hydra in vantaggio, abbandoniamo però ora gli 8/4 a tema liberi e passiamo ai 4/4 a triplo argomento:

Casa di Tedua, figlio non dichiarato di Tedua, Test del DNA.

Temi indubbiamente originali e spassosi, ma allo stesso tempo non semplici da gestire. Come si evolverà la battle?

I due riescono sorprendentemente a gestire benissimo tutti e tre gli argomenti, riuscendo ad animare uno scambio perpetuo di risposte che quasi costruisce uno storytelling, il quale risulta grottesco ed indiscutibilmente divertente.

“hai conosciuto tuo padre, ora manca solo tua madre” – Shame

“no, l’ho conosciuta adesso, piacere (allunga la mano)” – Hydra

“se son tua madre fatti due domande sul perché ti ho abbandonato” – Shame

“non volevi che tuo figlio crescesse sfigato […] almeno mi sono fatto i soldi mi hai abbandonato a casa di Tedua.” – Hydra

Un botta e risposta di grande intrattenimento per il pubblico all’ascolto, di cui però Hydra è il dominatore assoluto.

Se infatti nel round precedente i due se la giocavano praticamente alla pari, qua Sbrellito è oramai divenuto padrone di casa. Dai video traspare la complicità che egli ha maturato col pubblico, il quale sghignazza ad ogni sua frase, (addirittura per frasi fuori quartina, ad esempio il “ma come fuori tempo?”).

Il KO tecnico per Shame non tarda ad arrivare, e a tre quartine dalla fine giunge quella che è una delle rime più famose di Hydra, della scena freestyle, nonché probabilmente la migliore dell’intera sfida:

“ (breve pausa) stai zitto coglione, non me ne frega un cazzo di quando fai le rime, tu vali quanto un mio test… Ops, ho dimenticato di mettere “icolo” alla fine”

Innanzitutto, la quartina si apre con un silenzio inatteso, che viene repentinamente rotto dal tormentone del Comasco in quella fase della sua carriera (“stai zitto coglione”), il che non può fare a meno di sortire un effetto comico di grande efficacia.

Una volta fatto divertire il pubblico, la quartina procede con la punchline vera e propria, la quale è inaspettata, sorprendente, restando però perfettamente in linea con lo stile del personaggio.

Hydra difficilmente fa rime da “questa la capisci dopo”, ma anche facendola è rimasto sé stesso, mantenendo il focus non tanto sull’ostentazione dei propri virtuosismi, ma sullo sfottò potente ed originale in pieno stile Sbrellow.

Sentire poi il pubblico realizzare progressivamente il senso della battuta, alzando gradualmente il volume dell’urlo, accresce ulteriormente l’impatto di tale rima.

La sfida è praticamente conclusa, e, quasi ironicamente, Hydra termina questo round come aveva concluso quello precedente, con una battuta autoironica a tema onanismo:

“è vero mi sono segato nello scantinato, mi hanno beccato, ma non me ne è fottuto un cazzo, me ne sono fregato […]”.

Ultima quartina di Shame, ed è tempo per la giuria di deliberare.

il verdetto è chiaro: passa Hydra.

Conclusioni

Una battle pazzesca per capacità intrattenitiva, dinamismo e confronto espressivo.

Rare volte si è vista una sfida alternare così bene barre umoristiche con barre di confronto diretto sul piano ideologico e stilistico.

Gli 8 minuti di questo incontro sono ricchi di momenti iconici e indimenticabili per gli appassionati. Tutte queste caratteristiche rendono Hydra vs Shame una battle cult del freestyle italiano.

Giulio Rigamonti

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