Per un buon contest di freestyle, è essenziale avere freestyler talentuosi e pronti allo scontro, giudici competenti e imparziali, un DJ capace e un’organizzazione impeccabile. Tuttavia, c’è un ruolo spesso trascurato: quello dell’host.
L’host è la voce del palco, l’intermediario dello spettacolo, e ha il compito non solo di presentare il contest, ma anche di creare un’atmosfera che permetta al pubblico di apprezzarlo al meglio.
Deve essere coinvolgente senza risultare invadente, capace di creare hype mantenendo un atteggiamento neutrale, chiaro e professionale senza risultare noioso.
Non è un compito facile.
In questo articolo, abbiamo cercato di analizzare quelli che sono considerati tra i migliori host della scena, approfondendone stile e caratteristiche distintive.
Ares Adami
Ci sono pochi individui in grado di incarnare la definizione di MC quanto Ares Adami.
Iconico è ormai il suo:
“Con le mani, con le mani più sù ye, con le mani, con le mani più su ye
Al tre, due, uno…”
Con la quale riesce a coinvolgere il pubblico e allo stesso tempo mantenere il ritmo tra l’esecuzione di un minuto e l’altra sopra lo stesso beat.
Ogni volta che Ares sale sul palco, già dai tempi in cui vestiva i panni del contendente, dimostra una simbiosi assoluta con esso e col pubblico. L’esperienza maturata nell’ambiente consente al freestyler di essere sempre presente senza mai risultare invadente, di coinvolgere il pubblico durante le esibizioni mantenendo imparzialità, e di mettere in luce i concorrenti senza appesantire l’atmosfera.
Specialmente dopo gli ultimi eventi da lui presentati, il pubblico ha iniziato ad apprezzarlo particolarmente.
Basta dare uno sguardo ai commenti sotto i video YouTube delle sue esibizioni per capire quanto l’host Ares Adami abbia lasciato un’impronta indelebile tra i fan. In definitiva, che si tratti di rap o di conduzione, una cosa è certa: affidare un microfono ad Ares è sempre una scelta vincente.
Rango
Spulciando i commenti su youtube dei contest End Of Days più recenti, è ormai consuetudine imbattersi in elogi nei confronti della figura di Rango, organizzatore e presentatore della competizione, ma perché è così apprezzato?
Quest’ultimo ha compiuto una vera e propria evoluzione dalla nascita di End Of Days ad oggi, ed è assai evidente, a confronto dei contest più datati, come egli si sia sciolto nella sua impostazione, è più ironico, e risulta ora estremamente più naturale e genuino agli occhi di chi lo guarda.
Dalle sue reazioni e dalle sue parole traspare la sua sincera passione per la disciplina, a tal punto che il pubblico è spinto quasi a vederlo come parte di sé: Rango non è una figura messa lì caso per fare da host, ma uno che ama il freestyle a tal punto da aver creato una sua realtà con cui poter godere di quest’arte in prima fila.
Oltre questo ha anche imparato a gasare il pubblico e gestire i tempi morti, ed ha anche lui il suo tormentone:
“alle battle, si fa un casino del Cristo“
Tiaz e Trauma
Ya Know nasce dalle menti di Tiaz e Trauma, che ancora oggi conducono e giudicano le sfide dei loro eventi. È proprio la conduzione il loro punto forte, energica e capace di coinvolgere e divertire il pubblico come in pochi altri eventi.
Oltre ad un volume ed una resistenza vocale impressionante, (com’è possibile che le corde vocali dei due non siano ancora scoppiate rimane un mistero), è proprio la coppia in sé coppia ad essere dinamica ed esplosiva.
Tiaz è relativamente quello più posato e professionale, ma sempre di Barrio’s stiamo parlando, perciò ironia, irriverenza, e soprattutto fotta non mancano di certo.
Trauma invece non conosce inibizioni, i suoi interventi al microfono, specialmente nelle pause in cui rappa tra una sfida e l’altra, sono quanto di più grottesco e dissacrante possiate mai sentire.
Ogni sua barra oscilla tra la ytp e una battuta di Eric Cartman.
Insieme, i due sono Bud Spencer e Terrence Hill, sempre pronti a scatenare un gigantesco, energico e divertente casino.
Debbit
Host dello storico contest fight club da 3 edizioni a questa parte, l’MC Romano si è dimostrato perfettamente in grado di trasferire le proprie abilità di freestyler nel suo ruolo di presentatore:
Presenza scenica invidiabile, simpatia e vitalità contagiosa, capacità innata di legare con la platea .
Gli va inoltre riconosciuto un merito non indifferente:
Se molte persone hanno criticato in passato Cecca, ex host della Kintsugi, per le urla al microfono al fine di enfatizzare la potenza delle rime, (in pieno stile spagnolo), Debbit sembra essere riuscito a trovare la formula per intervenire in tal senso, senza però suonare fastidioso alle orecchie del pubblico italiano.
Qualsiasi intervento di Debbit è sempre ben accolto e funzionale allo show, nulla di ciò che fa risulta tedioso o superfluo, un ottimo esempio di come si uniscono intrattenimento e professionalità.
Come per Ares, che si tratti di rap o di conduzione, dare un microfono a Debbit è garanzia di spettacolo.
Naiki
Conduttore del noto Black Sunday, anche lui è un host particolarmente apprezzato.
Al pari di Massimo Decimo Meridio, il pubblico di casa è pronto a scatenare l’inferno al suo segnale:
“Black Sunday… BE REAL!“.
Con queste parole, il conduttore accende la scintilla che trasforma l’atmosfera in pura intensità. Non è solo un contest: è un’esperienza che prende vita, dove ogni spettatore si sente parte di qualcosa di speciale, coinvolto come se fosse lì, tra quel pubblico in fermento.
La sua voce, ad alto volume e leggermente roca, risuona come un richiamo a cui è impossibile resistere. Con naturalezza e passione, porta una carica che travalica lo schermo e si trasmette a chiunque ascolti, e lo spettatore si sente accolto, partecipe, quasi protagonista.
Un vero padrone di casa.
Menzioni d’onore
Per onestà intellettuale, dobbiamo far presente che ci sono diversi altri nomi che avrebbero meritato spazio in questa lista.
Giuss Dawg & Cheat, host di diversi eventi tenutosi al Barrio’s, in particolare di Smicdown. Mondo, conduttore dell’apprezzatissimo Verbal Jungle. Carbo, conduttore dello storico Carpe Riem, Emblema di Ess Quiss, Nisio di Outbreak, Toto del Rage Against the Beat. Da considerare anche Cecca, che ha ha dimostrato un’ottima presenza in diversi contest targati Freestylerapitaliano (seppur, come abbiamo detto, il pubblico abbia espresso pareri contrastanti sul suo stile di conduzione) o lo storico Mastafive, sicuramente un altro incredibile frontman.
Poi come non citare Nitro, che dopo 5 anni tornerà a dicembre a condurre il monumentale Mic Tyson, (abbiamo dedicato un articolo all’imminente quarta edizione).
Jonh Durrell al premio capitano ci ha regalato una performance indimenticabile ed esilarante.
Insomma citarli tutti sarebbe impossibile.
Conclusioni
In conclusione, gli host non sono semplici figure di contorno nei contest di freestyle, ma veri e propri protagonisti che, con il loro carisma e le loro abilità, sanno dare ritmo e identità a ogni evento. Che siano equilibrati e professionali o irriverenti e dirompenti, ciascuno porta un contributo unico che lascia il segno tra il pubblico e nella scena stessa. Con il giusto host, il freestyle diventa non solo una competizione, ma un autentico spettacolo condiviso.
